Camille Claudel nasce l'8 di dicembre del 1864 a Villeneuve-sur-Fère,
nello Champagne, da famiglia borghese.
Sulla bambina Camille pietre e rocce esercitano un fascino irresistibile
e già da adolescente modella figure dalla creta e decide
di diventare una scultrice. Il padre decide di voler assecondare
ad ogni costo la grande vocazione della figlia e fa trasferire
la moglie e i figli a Parigi dove Camille s’iscrive all'Académie
Colarossi, l'odierna Grande Chaumière, una delle poche
accademie che consentono l'accesso anche alle donne.
Del 1883 è l'incontro con Auguste Rodin che riconosce lo
straordinario talento di Camille e le propone di collaborare con
lui nel suo atélier. Ben presto Camille sviluppa le doti
che le consentono di misurarsi alla pari con il maestro.
Camille è l'unica donna ad operare nell'atélier
di Rodin, con cui nasce anche una relazione sentimentale. Da questo
amore è soprattutto Rodin a trarre il maggior beneficio,
Camille diviene la sua musa ispiratrice e Rodin raggiunge il successo,
mentre Camille resta nell'ombra.
Dopo diverse profonde delusioni si separa da Rodin e cerca la
propria indipendenza artistica ed economica, ma la sua salute
è minata e la fatica e le difficoltà di essere una
donna scultrice le rendono la vita molto difficile.
Le crescenti difficoltà economiche e manie di persecuzione
la fanno sprofondare in una profonda crisi. Nel 1906 distrugge
gran parte delle sue opere.
Il padre se ne allontana per dedicarsi al fratello minore Paul,
che diventerà poeta e diplomatico.
Dopo la morte del padre, il fratello Paul la fa internare in manicomio.
E' il 10 marzo del 1913.
Negli istituti psichiatrici di Ville-Evrard e Montdeverguesl Camille
Claudel trascorre gli ultimi trent'anni della sua vita dimenticata
da tutti.
Non scolpirà più.
Muore il 19 ottobre 1943.