Il complesso motivo del drappeggio che avvolge le gambe della
danzatrice non appesantisce la potente suggestione erotica dell’opera.
Jules Renard a questo proposito evidenzia il fatto che “la
coppia de La Valse sembra volersi coricare e terminare la danza
con un atto d’amore”.
Dalla prefazione al catalogo della mostra delle opere di Camille
Claudel organizzata dal 14 al 16 dicembre 1905 da Eugène
Blot:
Louis Vauxcelles scrive :“ La Valse è un poema
di folle ebbrezza: i due corpi diventano uno solo, il turbinio
prestigioso li sconvolge, le stoffe turbinano, la ballerina
si riempie di voluttà!...
“Le sculture di Camille Claudel hanno la caratteristica
di essere quasi sempre sospese fino alla rottura di un equilibrio,
causata dalle linee curve che si tendono…dai corpi che
si slanciano liberandosi quasi dalla materia nella quale sono
stati forgiati.
(…)
La scultura diviene così suggestiva, quasi musicale,
e suggerisce una musica sospesa, l’eco di una realtà,
la risonanza di un destino, un accordo senza risoluzione”
LA VALSE E DEBUSSY
L’opera di Camille Claudel non risulta mai conclusa come
la musica di Debussy di cui fu amica e che forse amò.
In una foto del 1890 un esemplare de La Valse è sul pianoforte
del musicista che la conservò fino alla morte.